L'oggetto transizionale
Si tratta del suo giocattolo preferito e può essere un orsacchiotto, così come un elefantino, o la classica "coperta di Linus", in realtà a livello psicologico ha un nome ben preciso, si tratta dell’oggetto di transizione che dona al bambino sicurezza, relax, serenità e senso di stabilità. Con il passare del tempo l’oggetto in questione potrà anche avere un aspetto poco bello, magari anche essere poco pulito, visto che l’opera di lavaggio la si deve fare quasi di nascosto poiché il bimbo ha paura di perderlo o peggio di vederlo diverso, però rimarrà sempre il suo oggetto preferito.
Secondo la teoria elaborata da Winnicott, l’oggetto di transizione o transizionale è un surrogato della figura materna: durante i primi mesi il bimbo è un tutt’uno con la mamma, poi con la crescita avviene un graduale e naturale distacco. Questo oggetto non è di per sé indispensabile, ma lo diviene per coprire l’assenza della madre, dà rassicurazione e certezza.
Oltre al concetto di oggetto transizionale Winnicott ha anche introdotto i concetti di fenomeni transizionali o esperienze transizionali. In generale si indica una fase di passaggio, un viaggio dal mondo dei piccoli a quello dei grandi, rappresentando questo oggetto uno strumento è per il bimbo fondamentale non perderlo e il suo eventuale smarrimento causa crisi anche colleriche in alcuni bambini. Non è quindi importante l’aspetto dell’orsacchiotto o in linea generale di quello che è l’oggetto prescelto, poiché potrebbe essere anche un peluche brutto rispetto alla miriade di pupazzi presenti in cameretta o sul suo lettino.